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la Pinacoteca Caracciolo
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Le collezioni

 

La Pinacoteca di arte francescana "Roberto Caracciolo" di Lecce nasce su iniziativa del Ministro Provinciale fr. Egidio De Tommaso che, agli inizia degli anni '60, ebbe l'intuito di conservare opere pittoriche dai vari conventi francescani,del Salento, dismessi o abbandonati,  al fine di salvarli dalla distruzione e dall'oblio.

Sin dal 1964 le sale del cinquecentesco Palazzo Della Monica, già sede della Curia Provinciale dei Frati Minori di Lecce, hanno ospitato il primo nucleo della collezione che, col trascorrere degli anni, si è sempre più incrementata grazie alle donazioni e alle ulteriori acquisizioni, divenendo sempre più un punto di riferimento per l'arte e la cultura della Puglia Meridionale. Ad oggi, la Pninacoteca Caracciolo è la più grande pinacoteca del Salento ed è l'unica in Europa ad essere specializzata alla conservazione di opere barocche e controriformiste di matrice spiccatamente francescana.

 

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LA COLLEZIONE ANTICA

Dal 1500 al 1700

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Le opere della collezione antica appartengono al periodo del barocco e della controriforma cattolica. Tra esse, si legge tutto l'influsso della scuola napoletana e romana, con le incursioni del caravaggismo. Le opere attraversano due secoli di arte, di cultura e di devozione della Puglia meridionale, permettendo di completare il viaggio nel barocco che la città di Lecce esprime, in maniera sublime, a livello architettonico.

Tra gli artisti, spiccano i maestri salentini, tra i quali Oronzo Tiso, Serafino Elmo, Gianserio Strafella, o i "frati pittori", tra i quali Giacomo da S. Vito e Francesco da Martina. 

Notevole è l'apporto della pittura napoletana, con la scuola di Jusepe De Ribera, Luca Giordano, Francesco Fracanzano.

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©2021 PINACOTECA ROBERTO CARACCIOLO, Via Imperatore Adriano 79 LECCE

 

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LA COLLEZIONE MODERNA

L'800 e il XX secolo

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La Pinacoteca conserva altre opere realizzate in un tempo più prossimo, e che permettono di comprendere l'avanzamento della ricerca artistica e visiva, anche in ambito sacro.

A cavallo tra il 1800 e il 1900 si colloca la figura di Raffaello Pantaloni, nato a Santa Fiora, in provincia di Grosseto, e trasferitosi, da frate, prima a Lecce e poi in Marocco. La sua esperienza artistica lo ha portato a realizzare lo straordinario ciclo di pitture murarie della chiesa di S. Antonio a Fulgenzio, i cui cartoni e studi preparatori sono conservati presso le sale a lui dedicate della Pinacoteca.

Altro artista particolarmente degno di nota è Ezechiele Leandro, visionario, poliedrico, antesignano, nel XX secolo, dell'arte istallativa outsider, che apre la strada ai grandi geni del '900. La Pinacoteca Caracciolo, oltre ad essere l'unico istituto museale ad avere una esposizione permanente di opere di Leandro, ha il singolare privilegio di custodirne l'unica opera composita, quasi un polittico, con le scene dei fioretti di S. Francesco.

Tra gli artisti novecenteschi, fuori dal filone dell'arte sacra, è da segnalare la presenza di Giuseppe Casciaro, Stanislao Sidoti e Francesco Romano, tra i più importanti vedutisti del panorama artistico dell'inizio del secolo scorso

LA STATUARIA

Le cartapeste

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Una delle arti più famose di Lecce e del Salento è sicuramente quella della cartapesta. Il metodo leccese, diverso da quello napoletano, permette di creare opere di grande pregio e bellezza artistica, pur mantenendo un peso estremamente ridotto. Tale pratica era funzionale alla necessità di avere statue adatte alle processioni che, in una città particolarmente ricca di ordini religiosi, chierici e confraternite, erano quasi all'ordine del giorno.

Alla statuaria processionale si affianca una statuaria domestica, di ridotte dimensioni ma ancor più caratteristica, custodita in apposite campane di vetro. 

La cartapesta non manca di essere presente nei presepi e nelle edicole votive sui muri delle abitazioni, a testimoniare un legame indissolubile tra l'arte e la pietà popolare.

UN'OPERA DI RARA BELLEZZA

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Il crocifisso anatomico

Nell'antica cappella della villa cinquecentesca che attualmente ospita la Pinacoteca, trovano posto alcuni arredi sacri e paramenti, tra cui un prezioso paliotto settecentesco in seta e fili d'oro.

Ma uno dei gioielli più importanti è sicuramente il "Crocifisso anatomico". Si tratta di una riproduzione in ceroplastica di scuola napoletana, del 1700, di un crocifisso "in visceribus Christi", che permette, cioè, di visionare all'interno della statua, gli organi e gli apparati del corpo umano.

L'opera diventa, quindi, un capolavoro di scultura plastica che va ben oltre il suo aspetto devozionale, diventando un vero e proprio trattato sulla conoscenza anatomica e scentifica del periodo.

Il Crocifisso anatomico di Lecce è, uno dei sei esemplari attualmente esposti al mondo.

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